Riconoscimento dei titoli professionali

Come ottenere il riconoscimento della propria figura professionale specialistica e altamente qualificata in vista di un periodo di lavoro in Irlanda.

Per molti lavoratori italiani, con figure professionali specialistiche e altamente qualificate, può essere interessante sperimentare un periodo di lavoro in Irlanda: architetti, infermieri, biologi, assistenti sociale o avvocati, solo per citarne alcuni. Ma con un’abilitazione professionale in Italia come si può lavorare in Irlanda?

Secondo le normative europee è previsto un sistema generale di riconoscimento dei titoli professionali che si applica a tutte le professioni regolamentate e ai lavoratori, sia dipendenti che autonomi, cittadini di un Paese membro. Tuttavia il campo di applicazione delle direttive varia da Paese a Paese.

Condizioni e requisiti

In generale ci sono tre casi in cui non è necessario alcun riconoscimento del titolo professionale, ovvero la possibilità di svolgere tranquillamente la propria professione alle stesse condizioni dei cittadini di quel Paese:

  • nel caso in cui la professione che si vuole esercitare non sia regolamentata nello Stato di destinazione
  • nel caso in cui si tratti di professioni regolamentate già coperte da un altro sistema di riconoscimento dei titoli (medico, dentista, veterinario, infermiere, farmacista, architetto e ostetrica)
  • nel caso in cui si tratti di attività artigianali, industriali o commerciali già coperte da direttive “transitorie”

In tutti gli altri casi, occorre ottenere il riconoscimento del proprio titolo presentando una domanda formale all’autorità competente irlandese per verificare che:

  • la professione che si intende esercitare sia la stessa per il cui esercizio la persona possiede tutti i titoli richiesti in Italia o nel proprio Paese di origine
  • la durata e il contenuto della formazione non presentino differenze sostanziali con la durata e il contenuto di quella richiesta in Irlanda

La domanda

Le domande di riconoscimento vanno presentate all’autorità competente e tutti i documenti che verranno allegati dovranno essere forniti in originale o in copia autenticata.

Le autorità irlandesi hanno la facoltà di richiedere i documenti tradotti nella lingua ufficiale e che la traduzione sia effettuata da un traduttore giurato o riconosciuto da un’autorità competente locale.

In alcuni casi potrebbe essere richiesta una certificazione sulle conoscenze relative alla lingua inglese, nel caso in cui una buona padronanza della lingua sia indispensabile per un corretto esercizio della professione, come ad esempio uno stretto contatto col pubblico.

Esiti del riconoscimento

Dopo aver presentato la domanda all’autorità competente, ci si può imbattere in 3 casi differenti. Vediamoli nel dettaglio insieme agli iter da seguire.

Risposta completamente positiva

Se si tratta della stessa professione e le formazioni sono sostanzialmente simili, l’autorità competente riconosce i titoli presentati.

Rilievo differenze

Può capitare che le autorità individuino delle differenze sostanziali nelle professioni oppure nella durata o nel contenuto delle formazioni. In questo caso potrebbe richiedere una forma di compensazione.

Le situazioni più comuni sono:

  • se la durata delle formazioni differisce di almeno un anno, ad esempio, l’autorità competente può richiedere che la persona dimostri un’esperienza professionale (della durata variabile da uno a quattro anni)
  • se la professione per la quale è richiesto il riconoscimento dei titoli, invece, non è regolamentata nel Paese di provenienza, le autorità possono richiedere la verifica di un’esperienza professionale di due anni: vi consigliamo, se possibile, di presentare un certificato che attesti l’esercizio della vostra professione
  • se esistono differenze sostanziali tra le professioni nel contenuto delle formazioni, l’autorità competente può obbligare il richiedente a seguire un tirocinio o un esame (di solito a scelta del richiedente) da svolgersi presso strutture riconosciute dalle autorità pubbliche. La prova può essere sostenuta per due volte, con un periodo di sei mesi tra una e l’altra.

Ricordatevi che, secondo le normative europee, l’istituzione può imporre una sola misura di compensazione e deve in ogni caso prendere in considerazione l’esperienza professionale che il candidato ha maturato nel proprio Paese di origine o in qualsiasi altro Paese membro: questo aspetto è fondamentale perchè proprio l’esperienza acquisita può essere lo strumento in grado di ridurre la misura di compensazione prevista o evitarne l’applicazione.

L’autorità competente ha a disposizione quattro mesi per esaminare la vostra domanda e prendere una decisione.

Rifiuto

Nel caso in cui le autorità respingano la vostra domanda, è possibile fare ricorso: è un iter che permette di verificare la conformità della decisione con il diritto comunitario.