L’Indipendenza

Guerre civili, evasioni, nuovi partiti politici, guerriglia e divisioni: mai fu più difficile e travagliata la storia d'Irlanda, che alla fine sfociò in guerra.
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Nel gennaio 1919, i deputati del Sinn Fein rifiutarono di sedersi a Londra e costituirono il Parlamento libero d’Irlanda, il Dail Eireann, che nominò un governo presieduto da De Valera, la cui evasione era stata organizzata da Michael Collins, capo dei servizi segreti dell’IRA.

Michael Collins e l’Ira

Seguirono due anni di guerriglia contro l’esercito e la polizia inglese.

Michael Collins
Michael Collins

Egregiamente organizzati all’interno dell’IRA (Irish Republican Army), i repubblicani inflissero loro pesanti perdite. Londra tergiversò, mostrando da principio di voler fare alcune concessioni nel rispetto dell’ Home Rule, facendo poi marcia indietro di fronte all’opposizione veemente dei protestanti dell’Ulster e, per fare buon peso, inviando alcuni reggimenti di mercenari, i Black and Tans (perché portavano uniformi nere e marroni spaiate), che diventarono tristemente famosi per i loro soprusi.

Alla fine, nel giugno del 1921, le due parti furono costrette a negoziare un cessate il fuoco. Questo perché le risorse inglesi si stavano esaurendo in seguito alla prima guerra mondiale e le tecniche di guerriglia dei repubblicani causavano seri danni. Ma allo stesso tempo, le perdite di numerose vite logoravano l’opinione irlandese.

Il 6 dicembre 1921, i negoziatori repubblicani (tra i quali Michael Collins, dotato di un acuto senso possibilista) firmarono un trattato abbastanza ipocrita.
Gli inglesi riconoscevano la sovranità dello Stato libero su tutta l’isola, ma esigevano la creazione al Nord di un mini Stato transitorio composto da sei contee (a maggioranza protestante), al quale sarebbe stato concesso il diritto di scegliere se rimanere o no membro del Regno Unito. Evidentemente, dal 1922, questo diritto verrà fatto valere e verrà dichiarata la divisione dell’Irlanda, lasciando in ostaggio diverse centinaia di migliaia di cattolici nell’Ulster.

Dopo essere venuto a conoscenza dei termini del trattato, il Dail fu preso da grande sgomento. AI momento della ratificazione del trattato, grazie a un’esigua maggioranza, il paese si trovò profondamente diviso. Una grande parte dell’IRA si era opposta al trattato.

La guerra civile

Come nelle migliori tradizioni celtiche, scoppiò una guerra civile tra i fautori e gli oppositori del trattato. Durò due anni e fece più vittime che la guerra d’indipendenza. Gli inglesi fornirono generosamente armi alle truppe dello “Stato libero” contro i ribelli antitrattato. La repressione fu piuttosto brutale. Il 27 aprile 1923, De Valera chiese di deporre le armi e di continuare la lotta con altri mezzi.
Da quel momento, i due “Stati” conobbero destini separati. Nel 1927 l’antico Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda diventerà il “Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord“, nome portato ancora oggi da quell’entità politica che noi ci ostiniamo a chiamare familiarmente “Inghilterra”.

l Sinn Feiners, De Valera in testa, si rifiutarono tuttavia di sedere al parlamento di Dublino, poiché non ne riconoscevano la legittimità. Ma il nostro sopravvissuto all’insurrezione della Posta Centrale di Dublino provò che non tutta la gente con un grande avvenire era stata fucilata, diventando il personaggio più importante della storia contemporanea irlandese!

Dal 1926, accettò di sedere al Dail per opporsi ai Fine Gael (la famiglia dei Gael) favorevole alla separazione, creando così una profonda divisione all’interno del suo partito. Con l’ala meno estremista, fondò un partito repubblicano, il Fianna Fail (i Guerrieri del Destino), che mirava a stabilizzare il giovane “Stato libero” mantenendo allo stesso tempo l’idea di una riunificazione dell’isola a lungo termine. Arrivò al potere con le elezioni del 1932 e condusse in seguito una lunga guerra economica contro il Regno Unito. AI potere fino al 1948, fece inoltre votare al Dail, nel 1937, la Costituzione del paese.

Essa afferma, al “punto 2” che “il territorio nazionale consiste nell’isola tutta intera, nelle sue isole e nelle sue acque territoriali”, il che conferisce una legittimità costituzionale alla riunificazione del paese.