Cromwell e Guglielmo d’Orange

Con la presenza dello spietato Cromwell la storia irlandese divenne ancora più cruenta e segnata da battaglie come quella diventata famosa sul fiume Boyne.
Cerca Hotel, B&B e Case vacanze

Lo spietato Cromwell

Nel 1641, preoccupati dagli sviluppi in Inghilterra e in Irlanda e credendo che Carlo I fosse dalla loro parte, i cattolici inglesi e irlandesi cominciarono a combattere. Quello che accadde in seguito è argomento di discussioni: sicuramente molti nuovi coloni furono uccisi ma gli storici moderni ritengono che i morti siano stati forse 2000, riducendo le stime precedenti, notevolmente esagerate. Furono uccisi per vendetta anche molti cattolici. Da allora le storie delle atrocità commesse nel 1641 verranno usate dalla propaganda anticattolica.

La guerra civile inglese tenne occupata gran parte degli Inglesi in patria per quasi tutto il decennio. I cattolici irlandesi e inglesi d’Irlanda, alleatisi con la Confederazione di Kilkenny del 1641, sostenevano Carlo I contro i parlamentari protestanti, sperando che nell’isola fosse restaurato il cattolicesimo. L’esecuzione di Carlo I nel 1649, provocò l’intervento, del tristemente celebre Cromwell e dei suoi non meno tristi ironside.

Il paese fu messo a ferro e fuoco, le popolazioni vennero massacrate, le città saccheggiate, i castelli e le chiese distrutti. Cromwell aveva ottenuto il finanziamento per la sua spedizione di riconquista promettendo terre ai suoi soldati e ai finanziatori.
Con l’Act of Settlement (1652) i contadini irlandesi vennero scacciati nelle terre aride dell’Ovest, quelle della regione del Connaught, che sono peraltro, triste consolazione, le più belle. Lì la terra è rocciosa e qualsiasi tipo di coltivazione è impossibile. Cromwell non lasciò loro scelta: “O nel Connaught o all’inferno!“. Come è facile intuire, la visita di Cromwell in Irlanda non è mai stata dimenticata.

Le guerre Giacobite

Guerra giacobite
Guerra giacobite

Con la restaurazione del 1660 sul trono inglese salì Carlo II, che cercò di contenere le sue simpatie cattoliche. Nel 1685 gli succedette il fratello Giacomo II; il suo cattolicesimo più manifesto sollevò le ire degli inglesi e all’inizio del 1689 egli fu costretto a lasciare il paese con l’intenzione di riunire un esercito in Irlanda e riconquistare il trono sottraendolo al protestante Guglielmo d’Orange, che era stato invitato dal parlamento ad accettare la corona inglese.

Alla fine del 1688, tra i protestanti irlandesi di diffuse la notizia che i cattolici stavano per insorgere a sostegno di Giacomo II e che a Derry sarebbe stata insediata una guarnigione cattolica. Dopo furibonde discussioni tra i nobili del posto, 13 ragazzi che lavoravano come apprendisti rubarono le chiavi della città e chiusero le porte in faccia ai soldati di Giacomo.

Nel marzo del 1689 Giacomo II giunse a Kinsale dalla Francia e marciò verso nord in direzione di Dublino, dove il parlamento irlandese lo riconobbe come re e prese a organizzare la restituzione delle terre espropriate ai cattolici. L’assedio di Derry cominciò veramente nell’aprile e si concluse con l’arrivo delle navi di Guglielmo a luglio, quando la popolazione era ormai stata decimata alla fame. Lo slogan protestante “No Surrender!” risale a questo assedio.

La battaglia sul fiume Boyne

La battaglia sul fiume Boyne
La battaglia sul fiume Boyne

Guglielmo d’Orange approdò nel 1690 a Carrickfergus, immediatamente a nord di Belfast, con un esercito di oltre 36.000 uomini. La battaglia sul fiume Boyne ebbe luogo il 12 luglio (avvenimento che gli estremisti orangisti festeggiano ogni anno) e fu combattuta tra i cattolici irlandesi guidati dallo scozzese Giacomo II e i protestanti inglesi, con alla testa l’olandese Guglielmo d’Orange. Inoltre, a complicare ulteriormente le cose, Giacomo era zio e suocero di Guglielmo. Il sostenitore principale di Giacomo II era il sovrano francese Luigi XIV e il timore di un aumento del potere della Francia indusse tanto il re cattolico della Spagna quanto il Papa stesso a schierarsi con Guglielmo e i protestanti.

La vittoria di Guglielmo costituì una svolta decisiva e viene ancora ricordata come una vittoria di vitale importanza su ‘papi e papismo’. La resa finale degli irlandesi ebbe luogo nel 1691, quando il leader cattolico Patrick Sarsfield firmò il Trattato di Limerick. Insieme a migliaia di uomini Sarsfield andò in esilio in Francia, arruolandosi nell’esercito transalpine.

Il Sud, che aveva sostenuto il monarca sconfitto, conobbe ancora tempi difficili… Fine del terzo e ultimo atto. La pax britannica regnerà ancora per qualche decennio.