Guinness, la birra scura più famosa del mondo

Tutto sulla Guinness, la birra scura più famosa e amata del mondo. Dalla produzione alla spillatura fino alle celebri pubblicità.

Guinness, la birra scura più famosa del mondo

La Guinness è probabilmente una delle birre stout (ovvero scure e forti) più famose e amate in tutto il mondo, dall’aspetto e sapore inconfondibili.

La sua storia leggendaria legata all’Irlanda e a Dublino, insieme al suo modo unico di comunicare, fanno della Guinness un mito assoluto veicolato in ogni angolo del pianeta.

Caratteristiche della Guinness

Tutti riconoscono la birra Guinness grazie al suo colore scuro, quasi nero, sormontato dall’inconfondibile schiuma bianca, compatta e cremosa, che la rende unica al mondo. Anche il gusto della Guinness è facilmente riconoscibile: amarognolo, dal retrogusto tostato, con note di caffè e cacao che anche i non intenditori possono avvertire sul palato.

Gli ingredienti

Questa combinazione vincente di gusto e di corposità deriva dalla sua produzione assolutamente originale: la Guinness irlandese viene realizzata con acqua proveniente dalla sorgente di Lady’s Well, nella zona delle Wicklow Mountains, purissima e qualitativamente superiore rispetto alla birra Guinness prodotta in altri paesi del mondo con acque locali meno cristalline. Questo si traduce in una corposità e una cremosità maggiore della schiuma e in un sapore unico.

Ma quali sono gli altri ingredienti? Luppolo, orzo maltato, orzo non maltato torrefatto e lievito.

La tostatura

Il caratteristico colore nero e il sapore amarognolo derivano invece dalla tostatura dell’orzo, un procedimento nato per sbaglio a cavallo tra il 1600 e il 1700: la paternità di questa tecnica se la contendono Inghilterra e Irlanda, nel loro eterno conflitto e nasce in un mondo fatto di camini accesi con la torba, di operai e portuali grandi bevitori di birra, di pub anneriti dal fumo e nebbia così spessa da sembrare pioggia.

Qui il mito si fonde con la leggenda: per alcuni la birra stoutovvero “birra forte”, nasce nel 1666 dopo un incendio a Londra. Per non sprecare le scorte di orzo bruciato, il re Carlo II ordinò di utilizzarle lo stesso per la produzione di birra e di distribuirla gratis alla popolazione locale degli operai portuali.

Secondo la versione irlandese invece, in seguito ad un incendio del deposito di malto della Guinness, sarebbe stato Arthur Guinness in persona a decidere di non buttare via l’intero carico e di provare a produrre la birra utilizzando il malto bruciato, e quindi “tostato”. L’esperimento si rivelò un successo e il procedimento divenne l’elemento chiave della Guinness.

La schiuma

Per ottenere invece la caratteristica schiuma compatta e cremosa, il segreto è la spillatura con l’immissione di CO2 e azoto: a differenza della spillatura con l’uso di anidride carbonica, l’azoto non si disperde nel liquido, garantendo così che la Guinness rimanga “ferma”, con poche bollicine e creando la caratteristica schiuma compatta.

 

I varie tipologie di Guinness

Negli anni la produzione della birra Guinness si è ampliata con numerose varianti.
Vediamo insieme le più diffuse.

Guinness Draught (4.2°)

La classica e intramontabile Guinness alla spina che tutti conosciamo.

  • Colore marrone molto scuro e una schiuma cremosa di colore beige.
  • Il sapore è dominato da un forte sentore di tostato con note di caffè e cacao.

Guinness Extra Stout/Original (4.2°)

  • Dal colore molto scuro, con una schiuma beige.
  • Sapori incentrati su un aroma intensamente tostato cui si accostano caffè e cacao.
  • Buona luppolatura e risultato secco e amarognolo.

Guinness Foreign Extra Stout (7.5°)

E’ la versione proposta fuori dal territorio irlandese con una gradazione alcolica diversa a seconda del luogo, ad esempio 5° in Cina, 8° a Singapore solo per citarne alcune.

  • Birra molto scura con una densa schiuma beige.
  • Profumo tostato con la presenza di un buon grado alcolico.
  • Sapore amaro e tostato, corpo è cremoso con finale decisamente secco.

 

Come spillare la Guinness

Le regole per la spillatura sono poche ma rigorose.

  1. Il bicchiere deve essere inclinato a 45 gradi e riempito per tre quarti.
  2. Poi va lasciato riposare per un paio di minuti: per la precisione Guinness consiglia 119,5 secondi
  3. Al termine del riposo il bicchiere deve essere riempito in posizione verticale a una temperatura di 8°.
Video

 

Storia della Guinness

La leggenda iniziò a Celbridge, un incantevole villaggio nella Contea di Kildare. Proprio qui, nel 18° secolo, Arthur Guinness trascorse la maggior parte della giovinezza con la sua famiglia e imparò il mestiere da suo padre che lavorava per Arthur Price, l’arcivescovo di Cashel in Irlanda. In questo luogo fu spillata la prima pinta di Guinness, dove oggi si trova il pub chiamato Mucky Duck.

Arthur Guinness fondò il suo primo birrificio a Leixlip, nel 1756, dopo che ricevette un’inaspettata eredità del valore di 100 sterline dal suo padrino, l’arcivescovo Arthur Price. Gli affari procedevano con successo e così Arthur decise di investire nella sua impresa e di rilevare una nuova proprietà nel cuore della città di Dublino, a St. James’s Gate. Lo stabile, ormai in stato di abbandono, valeva talmente poco che  Arthur riuscì ad averlo per 45 sterline l’anno firmando un contratto con scadenza nel 10759, ben 9000 anni!

Da allora e per gli ultimi trecento anni la Guinness è stata prodotta lì.

L’espansione

Arthur Guinness morì nel 1803 lasciando un’attività fiorente e redditizia nelle mani di Arthur II, uno dei suoi dieci figli. Nel 1839 la produzione di birra raggiunse gli 80.000 barili l’anno, oltre 130.000 ettolitri, un risultato senza precedenti.

Il passo successivo fu quello di registrare, nel 1862, il marchio GUINNESS®. La crescita dell’azienda fu inarrestabile, al punto che negli anni ’80 la birreria di Dublino divenne la più grande al mondo, arrivando nel 1886 ad essere perfino quotata alla Stock Exchange, la Borsa di Londra di cui Edward Guinness diventa presidente.

La Guinness arriva a fine secolo in grande forma: la produzione è di circa due milioni di ettolitri e la birra scura più famosa al mondo invade i mercati di tutto il pianeta.

E’ proprio in questo periodo che l’ormai celebre marchio acquisisce alcuni dei simboli che la renderanno riconoscibile in tutto il mondo come prodotto irlandese doc: l’arpa irlandese e la firma del fondatore Arthur, entrambi ancora oggi visibili sull’etichetta.

Il boom del ‘900, il marketing e la pubblicità

Con l’arrivo del nuovo secolo la popolarità della Guinness cresce in maniera esponenziale arrivando a creare uno stile assolutamente unico, grazie alle campagne pubblicitarie che hanno raccontato l’universo Guinness in tutto il mondo.

Nel 1929 esce la prima campagna pubblicitaria realizzata da John Gilroy e gli slogan “Guinness for Strenght” e “My Goodness, My Guinness” entrano nella leggenda e nell’immaginario collettivo. Da questo momento in poi ha inizio la Guinness mania: appassionati di tutto il mondo cominciano ad acquistare e collezionare oggetti marchiati Guinness al punto che viene creato un apposito merchandising a tema.

Le pubblicità della Guinness coniate negli anni ’30 e ’40 dello scorso secolo sono entrate di diritto nell’immaginario collettivo per la loro forza comunicativa: gli slogan “Guinness Is Good For You”, “There’s nothing like a Guinness” o “Lovely Day For A Guinness” così come l’utilizzo di una variegata fauna composta da leoni, tucani, tartarughe e struzzi, solo per citarne alcuni, sono riconosciuti ovunque e riprodotti su una gamma vastissima di oggetti venduti in tutto il mondo, a creare un vero e proprio linguaggio Guinness.

La fauna della pubblicità Guinness negli anni è diventata paradossalmente più famosa del logotipo stesso della birra, l’arpa, a sua volta simbolo dell’Irlanda e del Trinity College di Dublino.

Nel frattempo, negli anni ’50, avviene anche una piccola rivoluzione produttiva: la sostituzione dei fusti in legno con quelli in acciaio inox e la spillatura con azoto, elemento indispensabile per rendere quasi ferma la birra e creare la classica schiuma compatta che caratterizza la Guinness.

L’ascesa commerciale della Guinness fu così eclatante da aprire, negli anni successivi, succursali in Nigeria (1962), Malesia (1965), Camerun (1970) e Ghana (1971) fino alla fusione, nel 1995, con la Grand Metropolitan, che oggi si chiama Diaegeo.

 

Guinness Storehouse, la fabbrica a Dublino

La storica fabbrica della Guinness di Dublino è l’attrazione turistica più visitata d’Irlanda ed è facile intuirne il motivo: in questo luogo leggendario i visitatori hanno la possibilità di intraprendere un vero e proprio viaggio nel mondo Guinness, partendo dagli ingredienti e dalla lavorazione, passando dall’universo pubblicitario, fino a raggiungere il Gravity Pub, un bar sul tetto della fabbrica da cui godersi, birra alla mano, una mirabile vista sui tetti di Dublino.

Guinness Storehouse

Guinness Storehouse

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I luoghi di Arthur Guinness

Se siete interessati alle località che hanno segnato l’ascesa industriale di Arthur Guinness e desiderate visitarle, abbiamo raccolto per voi le informazioni utili a creare un piccolo itinerario nei dintorni di Dublino.

  1. Lexip Castle
  2. Da Celbridge a Lyons Estate
  3. Da Hazelhatch a Lyons Estate
  4. Da Lyons Estate a Oughterard
  5. Oughterard

 

Curiosità

  • Arthur Guinness sposò Olivia Whitmore e con lei generò ben 21 figli, di cui solo 10 sopravvissero.
  • L’arpa incisa sui prodotti Guinness, insieme al trifoglio, è uno dei simboli dell’Irlanda ed è ispirata all’antica arpa gaelica custodita al Trinity College di Dublino.
  • Il titolo “Guinness dei primati” deve le sue origini proprio alla Guinness Brewery e al suo amministratore delegato, sir Hugh Beaver, il creatore della famosa raccolta di record.
  • A dispetto delle apparenze, la Guinness possiede anche proprietà salutari. Infatti nel 2003 la American Heart Association ha rilevato che le sostanze antiossidanti contenute nella celebre birra scura possono provocare un rallentamento del deposito del colesterolo nelle arterie, e di conseguenza scongiurare il rischio di malattie cardiovascolari.

Sulla produzione

  • Oggi circa il 40% della birra Guinness mondiale viene prodotto in Africa. L’azienda invia i suoi estratti nei vari paesi del mondo, dove vengono miscelati alle birre locali per ottenere il prodotto finito.
  • Ogni anno in tutto il pianeta vengono prodotti 850 milioni di litri di Guinness pari a 1.8 miliardi di pinte.
  • Secondo una stima, ogni fine settimana a Dublino vengono spillate nei pub ben 9.800 pinte all’ora in un periodo temporale che va dalle 17:50 del venerdì fino alle 3:00 del lunedì successivo.

 

Ricette con la Guinness

La famosa birra scura irlandese si presta moltissimo, grazie alla sua corposità e al retro gusto tostato, ad essere utilizzata in cucina per una pluralità di ricette che spaziano dagli spezzatini di carne ai dolci!

La ricetta più famosa? Lo stufato alla Guinness ovviamente!

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