La religione in Irlanda

Le origini, la storia e gli eventi politici che hanno portato l'Irlanda a diventare, da terra pagana, una delle nazioni più cattoliche del mondo.

Il popolo irlandese è storicamente molto cattolico.

Avrete diverse occasioni per rendervene conto: statue della Vergine ai bivi, croci ai bordi delle strade, affluenza alla messa della domenica che si raggiunge anche in trattore, bibbie nelle stanze dei numerosi B&B, su alcuni canali radio un minuto di silenzio per la preghiera della sera per finire con l’usanza di lasciare il volante per fare il segno della croce quando si passa vicino a un cimitero o a una chiesa.
Tutti gli anni, l’ascensione al Croagh Patrick raduna diverse centinaia di migliaia di pellegrini, e la minuscola isola del Purgatorio di Saint Patrick, sul Lough Derg nel Donegal, può ricevere fino a 2500 penitenti per tre notti di preghiera e di mortificazione.

Per capire i fatti, bisogna fare una piccola retromarcia. Il cristianesimo si è imposto lentamente sulla cultura pagana senza relegare gli antichi luoghi e personaggi sacri al ruolo di entità diaboliche. Li ha assimilati. Così, Brighid, più o meno dea della fertilità, è diventata Santa Brigitta e assicura, con Saint Patrick, la protezione all’Irlanda. l pozzi dei desideri (wishing wells) e le sorgenti restano, ma viene modificata la loro storia: un certo santo vi ha bevuto, un altro l’ha fatta zampillare. Non dimenticate che i primi vescovi erano druidi convertiti.
Così, non sono state sistematicamente proibite le antiche pratiche come è avvenuto invece sul continente: non ci sono conflitti con una religione che rispetta le convinzioni profonde di coloro che la professano. Restano ancor oggi numerose tracce di quell’epoca. Non si parla molto dei Forti delle Fate, quei punti di passaggio con l’altro mondo, e a volte si fanno perfino offerte al piccolo popolo. E poi, se trovate un ruscello, una sorgente, un’acquasantiera dove non sono state gettate delle monete, scriveteci!

I primi problemi sono arrivati con gli inglesi: hanno prima di tutto tentato di condire il cristianesimo con la salsa continentale del XIII secolo prima di passare direttamente al protestantesimo.
La religione è divenuta allora il simbolo della resistenza irlandese di fronte all’invasore anglicano che non faceva chiaramente nessuno sforzo per farsi benvolere. Seguirono le campagne di Cromwell che si possono senza fatica assimilare a una guerra di religione, poi le leggi penali oltre ad altri tentativi di fratturare l’unità del paese.
L’argomento religioso è stato utilizzato in diverse riprese. Wolfe Tone l’ha usato per convincere la Francia ad aiutarlo (era veramente una buona idea, nel periodo rivoluzionario?).
Daniel O’Connell ha fondato l'”Associazione Cattolica” e ha riunito, nel 1843, circa un milione di persone a Tara (antica capitale dei re celti, ancora una commistione celto-cattolica), infine la Costituzione del 1922 presenta un aspetto assolutamente clericale.

Oggi l’Irlanda, pur rimanendo un Paese a vocazione cattolica, sta progressivamente cambiando: l’alta concentrazione di immigrati, l’ingresso nell’Unione Europea e i normali cambiamenti dettati dalla modernità stanno modificando il modo di pensare, nonostante la mentalità rimanga, soprattutto nelle zone rurali, ancora legata alla tradizione. La contraccezione viene sempre più utilizzata dalle giovani generazioni (sebbene il numero di gravidanze indesiderate rimanga alto), il divorzio è stato legalizzato nel 1997 e anche le coppie di fatto stanno ottenendo un riconoscimento ufficiale.

Rimangono ancora tensioni e polemiche legate ai delicati temi dell’aborto, tuttora illegale (dal 2013 è fatta eccezione per le madri in pericolo di vita), e ai soprusi minorili del clero cattolico.

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