I murals di Belfast

I murals di Belfast sono una delle maggiori attrattive della città e ricordano al mondo il suo passato burrascoso e l'astio mai placato fra nazionalisti e lealisti.

Nati ai primi del ‘900 ad opera degli unionisti, per protestare contro l’autogoverno dell’Irlanda, nel corso dei decenni i murals di Belfast sono diventati una forma di protesta collettiva, un modo per segnare il territorio nel periodo dei Troubles alla fine degli anni ’70, per commemorare eventi storici, opinioni politiche e gruppi terroristici.

Si dividono in due grandi categorie, che appartengono alle due anime della città, il fronte repubblicano e il versante lealista.

Molto sentiti nel periodo caldo della politica irlandese e utilizzati come strumento di dissenso, oggi i murales sono diventati un’attrazione turistica, sicuramente parte integrante della storia di Belfast e ricordo scomodo del suo passato burrascoso.

Infatti  sempre più spesso le raffigurazione violente e aggressive vengono sostituite da artisti locali con immagini più attuali, come ritratti di personaggi celebri come il calciatore George Best o romanzieri locali come C.S. Lewis, autore di Narnia.

West Belfast, il quartiere dei Murals

Il Gaeltacht Quarter, nella West Belfast, è la zona dove si trova la maggiore concentrazione di murales.

Negli anni di maggiore tensione politica, questo quartiere era un vero e proprio campo di battaglia: diviso da diversi orientamenti religiosi già in epoca vittoriana, questa zona di abitazioni operaie vide l’esasperarsi delle tensioni e dell’astio durante i Troubles a causa della Peace Line, creata nel 1970 per separare la parte lealista e protestante del quartiere intorno a Shankhill, da quella repubblicana e cattolica di Falls Road.

West Belfast rimane sicuramente uno dei luoghi più suggestivi della città e se in passato era considerata una zona a rischio, oggi è possibile visitarla in totale tranquillità.

attach_fileScarica la Mappa dei Murals

I murals Repubblicani

I primi murales repubblicani sono sorti in città nel periodo dello sciopero della fame, messo in atto dai detenuti politici nella famigerata Maze Prison.

Nel corso degli anni le raffigurazioni hanno spaziato da temi politici a questioni di attualità, da eventi storici a leggende irlandesi ed è solamente dopo l’Accordo del Venerdì Santo del 1998 che le tematiche descritte dai murals si sono focalizzate sulla politica interna.

I più famosi raffigurano la fenice che risorge, simbolo dell’Irlanda rinata dalle ceneri dell’insurrezione di Pasqua, il volto di Bobby Sands, l’attivista politico morto in seguito allo sciopero della fame, e diverse figure politiche e mitologiche irlandesi.

 

I murals Lealisti

A differenza dello stile repubblicano, ricco di simbolismi, quello lealista si è da sempre distinto per tratti provocatori e immagini militaresche.

Insegne paramilitari, immagini di re Guglielmo III, mano rossa dell’Ulster, pugni chiusi e riferimenti alla battaglia della Somme (in cui morirono molto soldati dell’Ulster) sono i principali soggetti dei murales lealisti, a dimostrare il profondo senso di fedeltà alla corona britannica.

Non a caso gli slogan più riprodotti sono proprio Quis Separabit (Chi ci dividerà?) e We will mantain our faith and our nationalty (Conserveremo la nostra fede e la nostra nazionalità).

Consigli
Se un tempo il modo migliore per ammirare i murales di Belfast era quello di fare un tour a bordo di Black Taxi (prevalentemente per questioni di sicurezza), oggi si può tranquillamente decidere di immergersi nell’atmosfera del quartiere ed esplorarlo a piedi partendo dalla Peace Line.
Se invece desiderate rivivere le atmosfere di un tempo, potete lasciarvi guidare dai conducenti dei Black Taxi e seguire i tour detti anche “bombs and bullets tours” e”doom and gloom tours” ovvero tour delle bombe e dei proiettili e tour del dolore e della morte. Durante il percorso gli autisti vi racconteranno gli aneddoti di ogni tappa e i prezzi variano in base all’itinerario.
Esistono anche Black Taxi collettivi grazie ai quali si riesce ad ridurre il costo del tour.