Storia di Dublino

Un approfondimento sulla storia di Dublino a partire dagli insediamenti celtici fino ad arrivare ai giorni nostri passando per la travagliata lotta per l’indipendenza.

Storia di Dublino

I celti

Nei primi secoli della nostra era, i Celti si erano già installati sulle rive del Liffey che si poteva facilmente guadare, da cui deriva il suo nome in gaelico: Baile Atha Cliath, «la città del Guado con i graticci» (o con le siepi).

Nei primi secoli della nostra era, i Celti si erano già installati sulle rive del Liffey che si poteva facilmente guadare, da cui deriva il suo nome in gaelico: Baile Atha Cliath, «la città del Guado con i graticci» (o con le siepi). Duh Linn, «lo stagno nero», era probabilmente un quartiere della città, che doveva il suo nome alle acque nere dell’estuario.

Nel IX secolo, alcuni pirati vichinghi vi costruirono un forte. La municipalità, obbligata a trovare una data dì nascita per i mille anni della città, scelse il 988, data della prima traccia scritta del pagamento di un’imposta!

Nel 1170, Dublino cadde in mano ai Normanni che costruirono il celebre castello e fortificarono la città. Da questo periodo al 1921, Dublino simbolizzò il potere britannico. Tuttavia, fu soltanto nel XVIII secolo che la capitale si affermò.

La via verso l’indipendenza

Le guerre cromwelliane e giacobite l’avevano lasciata per metà distrutta e impoverita. Dopo che cominciò a fiorire il commercio marittimo, lo sfruttamento dei contadini irlandesi favorì la nascita di una ricca borghesia protestante, appassionata di cultura e di architettura.

La città si aprì a prestigiosi monumenti civili, di belle dimore e di romantici giardini. Nel 1782, con l’autonomia concessa al parlamento irlandese, Dublino raggiunse il massimo del suo splendore e del suo potere.

Tuttavia, in seguito alla rivolta degli United Irishmen, nel 1800, la soppressione del parlamento, la ripresa in mano diretta dell’Irlanda da parte dell’Inghilterra, la partenza dei grandi proprietari terrieri per Londra provocarono il rapido declino della città. Le masse contadine rovinate, affamate, dopo poco si ammassarono in città.

Al momento della rivoluzione industriale, Dublino si proletarizzò al punto che, all’inizio di questo secolo, era una delle città più povere d’Europa. Il grande sciopero generale del 1913, che durò sei mesi, ebbe luogo sullo sfondo di una miseria spaventosa. Il tasso di casi di tubercolosi era il più alto rispetto a quello di tutte le capitali dell’epoca.

In questo contesto miserabile, dopo la caduta di Parnell, non si credeva più a niente, lo scoraggiamento della gente era al massimo. Dublino rischiava di diventare una semplice succursale del colonialismo britannico, ma fortunatamente la città conobbe alla fine del XIX secolo una straordinaria vitalità culturale, intorno a Lady Gregory e a Yeats si ritrovarono tutti coloro che volevano far rivivere la cultura gaelica. La creazione dell’Abbey Theatre fu un grande avvenimento.

Parallelamente, ricominciò l’agitazione politica (creazione del Sinn Féin ecc). È su questo terreno culturale e politico che si preparò la grande insurrezione della Pasqua del 1916, la conquista della Grande Posta e la proclamazione della Repubblica. Ma la via della libertà era ancora lunga e tortuosa e Dublino pagò il suo tributo alla lotta per l’ indipendenza e alla Guerra Civile del 1922, quando molti importanti edifici rimasero segnati dai combattimenti.

Lo sviluppo economico

Dal 1922 agli anni settanta, la città non si modificò per niente, mantenendo quasi intatto l’aspetto di città del XIX secolo. Sul piano architettonico, non si registrarono operazioni violente. Ancora per qualche anno quindi, si avrà l’impressione di attraversare un ricco periodo di transizione dove potranno coesistere diversi modi di vivere.

Verso la fine degli anni ’80, insieme a un periodo di crescita economica, comparve una nuova coscienza delle energie architettoniche della città, e da allora è stato fatto un grande sforzo per recuperare l’eredità georgiana di Dublino piuttosto che demolirla. Il fitto intrico di magazzini e stretti vicoli settecenteschi di Narrow Bar è diventato, ad esempio, un modello di recupero e moderna sperimentazione architettonica. La baia di Dublino che ha attratto successive ondate di invasori è ora difficile da individuare sotto lo sviluppo incontrollato della città e dei suoi sobborghi che accolgono una popolazione di oltre un milione di abitanti.

L’area metropolitana di Dublino sta cambiando in fretta, e la velocità di questo cambiamento è in parte alimentata dalla sua giovane popolazione (oltre il cinquanta per cento degli abitanti è sotto i venticinque anni di età) che le ha dato nuova vita e la forte presenza di giovani provenienti da tutta Europa. L’odierna Dublino è una città piena di fascino con una vivace vita culturale, abbastanza piccola da risultare cordiale, ma con una prospettiva cosmopolita che genera e crea sempre nuovi spazi di modernità.