St. Stephen’s Green

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Questo angolo di verde frequentato da coppiette innamorate, studenti e impiegati in pausa pranzo, una volta era lo spazio del comune che ospitava fustigazioni pubbliche, roghi e impiccagioni. Solo nel 1814 la zona venne recintata con inferriate e cancelli chiusi per l’approvazione di una tassa annuale di una ghinea per l’accesso.

Fu Sir Arthur Edward Guinness a battersi per ottenerne la cancellazione in Parlamento nel 1877. E proprio lui finanziò la progettazione e realizzazione dei giardini e del laghetto. Oggi, circondato da splendide case georgiane, è un angolo di vera pace nel chiasso della città: i viali ombreggiati, il padiglione della musica, i prati verdissimi, le aiuole fiorite, il laghetto. Per chi desidera ritagliarsi un momento di tranquillità, tempo permettendo!

Da scoprire

  • Angolo nord-ovest: monumento dedicato a Wolfe Tone, comandante della fallita invasione del 1798.
  • Angolo di Grafton Street: l’arco che celebra i morti irlandesi della guerra contro i Boeri nell’Africa del Sud (nel 1901) e, a qualche metro, il memoriale dedicato a O’Donovan Rossa, il celebre leader feniano che passò quindici anni terribili nelle prigioni britanniche (messo ai ferri corti e costretto a leccare, in ginocchio, la sua minestra come un cane). Come sempre in Irlanda, da “terrorista” divenne in seguito eroe nazionale, e i suoi funerali furono grandiosi. Il confronto fra i due monumenti mostra bene la contraddizione che animò gli irlandesi per lungo tempo: la sottomissione e l’integrazione al Regno Unito che portarono alcuni fra essi a partecipare alle avventure coloniali inglesi oppure, al contrario, alla ribellione permanente e alla lotta per l’indipendenza!
  • In mezzo al parco: nascosto dietro qualche albero, si trova un busto di Constance Markiewicz, una delle eroine dell’insurrezione della Pasqua 1916.
  • Angolo sud-orientale: potrete ammirare Sir Arthur Guinness: celebrazione doverosa!
  • Sud del parco: si trovano gli antichi edifici dell’University College dove studiarono Daniel O’Connell e James Joyce.
  • Di fonte all’angolo di nord-est: vecchissimo cimitero ugonotto (1692). Non si visita, ma si vede bene da fuori.

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