Recensione Galeotto fu il libro
Israel, il “quasi” trentenne bibliotecario ebreo vegetariano proveniente da Londra, vive ancora a Tundrum, un piccolo e sonnacchioso villaggio della costa di Antrim, in Irlanda del Nord, continua a dormire dentro a un vecchio pollaio trasformato in camera in affitto e a essere vessato dal suo capo Linda, Facilitatore della Comunicazione Culturale e unica donna asiatica-irlandese lesbica della città e dallo scontroso quanto incomprensibile autista del bibliobus Ted.
Ma qualcosa è cambiato: Israel non mangia più, è dimagrito vertiginosamente, porta con sé un barba lunga e disordinata, vive nel ricordo di Gloria, la fidanzata storica e letteralmente “invisibile” che lo ha lasciato senza una spiegazione, crogiolandosi nella consapevolezza della sua misera esistenza e nella delusione delle sue aspettative infrante.
Un viaggio nell’anima con Unessential Dublin
Il desiderio di un luogo nasce irragionevolmente. Autocombustione. Da niente: uno sguardo, il modo di muovere le mani, le incrinature della voce e ti assale imprevista, inspiegabile, l’urgenza di essere in quel mondo, nel mondo di quello sconosciuto. [...] Non s può provocare, questo incendio, e nemmeno spiegare. Come non si può spiegare quello che ti porta a tornare, ancora e ancora, in un luogo che conosci, a ritrovare paesaggi in cui ti sei già immerso [...]. Perchè proprio là, di nuovo, e non altrove? Non si può dire.
Come non ritrovarsi in queste parole? E pensare in un lampo :”E’ proprio così!” e rimanere a bocca aperta realizzando di avere provato e riprovato la stessa sensazione, così vivida da aver marchiato per sempre il nostro ricordo di Dublino.
Sabrina Campolongo nel suo Unessential Dublin (Ed. Historica) ci racconta la sua Dublino, quei frammenti di vita e di luoghi che le hanno fatto amare così tanto la capitale irlandese. Sono piccoli dettagli, scorci rimasti nel cuore, sensazioni inespresse e indescrivibili, volti impressi nella memoria che cambiano per ognuno di noi ma che rinnovano quella sensazione di amore puro per questo luogo cui siamo intimamente legati.
Questo piccolo cahier di viaggio non vuole essere una guida bensì una tavolozza di appunti per incidere sulla carta tutti quei dettagli e quei posti che formano una specie di itinerario dell’anima, che non ripercorre le mete turistiche imperdibili da manuale bensì quegli angoli che sono intimamente personali, che hanno saputo far sbocciare un’emozione autentica.
Recensione Caffè Babilonia
Il romanzo di esordio di Marsha Mehran, Caffè Babilonia, Ed.Neri Pozza, è una storia gustosa, divertente, appassionata e a tratti drammatica, che è capace di narrare con sottile delicatezza temi spesso difficili.
L’arrivo delle tre sorelle iraniane con la loro ventata di profumi e sapori esotici sconvolge il tranquillo e molto bigotto villaggio irlandese affacciato sulla Clew Bay e dominato da equilibri immemori come la vetta del Croagh Patrick. Qui il paese si spacca letteralmente in due fra coloro che sanno dischiudere il loro cuore alla dolcezza orientale scovando nel profondo il desiderio di aprirsi al mondo e di scandagliare le proprie passioni più recondite e coloro che invece, schierandosi dietro a una croce e alla sete di potere scelgono un durissimo muro di calunnie e cattiverie.
Negli abissi dell’animo umano con Le Fanu
Ci vuole una lunga familiarità con la colpa, per domare completamente la natura e soffocare i segni esteriori dell’inquietudine che sopravvivono a tutto quel che c’è di buono.
Non troverete fantasmi, vampiri o creature dell’oblio. A instillare, pagina dopo pagina, un sottile terrore è semplicemente la natura umana. Quel magma di sensazioni che irretiscono la mente, sconvolgono i sensi e trascinano l’uomo verso la consumazione delle peggiori pulsioni. Non è il soprannaturale a far davvero paura, ma quello che si cela davvero dietro l’apparente innocenza di gesti e intenti: una rete di relazioni adulterine, rivalità, invidia, cupidigia, vizi innominabili, ricatti e manipolazioni che mistificano la realtà e nascondono la più bieca crudeltà. Crimini e misfatti, anche atroci, sono solo la parte finale di una variegata gamma di orrori psicologici.
Viaggio nella Dublino più noir, Dove è sempre notte
“La notte si stava avvicinando mentre Quirke risaliva Raglan Road. Attorno ai lampioni stradali c’erano degli aloni di nebbia, dai camini posti molto al di sopra di lui il fumo rotolava giù, facendogli sentire sulle labbra un aspro gusto di polvere di carbone”
Una Dublino anni ’50 fumosa, bagnata, illuminata da fiochi lampioni in notti buie e pericolose. Una Dublino lacerata fra una classe borghese ricca, svogliata, annoiata e profondamente marchiata da colpe, invidie, rimpianti e rimorsi, incapace di amare e incapace di vivere a pieno, stretta fra le ipocrisie dell’etichetta sociale e della buona educazione, ma che nello stesso tempo sguazza nel torbido e si macchia le mani inguantate nei bassifondi che tanto disprezza.
E una Dublino sull’orlo della povertà, che annega nella birra e nel whisky i problemi, che rimane un sottofondo inesplorato, appena toccato, ma che fa sentire la sua presenza, che ricorda ai ricchi che lanciano falsi sorrisi di non essersi dimenticata di loro. E’ in mezzo a quest’ultima che preferisce nuotare Quirke, è da lì che proviene, nonostante la prestigiosa carriera di anatomopatologo.
Storia e leggenda si fondono ne La Figlia d’Irlanda
Oggi voglio parlarvi di La Figlia d’Irlanda, di Juilene Osborne-McKnight edito da Piemme.
Iniziato a leggere senza troppo entusiasmo questo romanzo mi ha pian piano incollata alle pagine. Spazi verdi incontaminati, popolazioni indomite, donne appassionate e coraggiose, leggendari personaggi animano questa vicenda intensa e roccambolesca. Qui la storia d’Irlanda si mescola armoniosamente con la leggenda e con la magia in una continua commistione che affascina e coinvolge grazie alla tensione epica che avvolge la narrazione.
Ma il merito di questo romanzo è di portarci indietro nel tempo e di aprire uno spaccato sulla vita quotidiana, sulle usanze e sulle tradizioni del popolo irlandese del III secolo dopo Cristo. A fianco dei personaggi ci caliamo nel mondo antico ed entriamo nelle case, assistiamo ai riti di passaggio e di iniziazione, alle liturgie e alle benedizioni delle città e dei raccolti, ai parti e alle incoronazioni e perfino alle cerimonie del Samhain e di Beltane.






















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