Recensione Galeotto fu il libro
Israel, il “quasi” trentenne bibliotecario ebreo vegetariano proveniente da Londra, vive ancora a Tundrum, un piccolo e sonnacchioso villaggio della costa di Antrim, in Irlanda del Nord, continua a dormire dentro a un vecchio pollaio trasformato in camera in affitto e a essere vessato dal suo capo Linda, Facilitatore della Comunicazione Culturale e unica donna asiatica-irlandese lesbica della città e dallo scontroso quanto incomprensibile autista del bibliobus Ted.
Ma qualcosa è cambiato: Israel non mangia più, è dimagrito vertiginosamente, porta con sé un barba lunga e disordinata, vive nel ricordo di Gloria, la fidanzata storica e letteralmente “invisibile” che lo ha lasciato senza una spiegazione, crogiolandosi nella consapevolezza della sua misera esistenza e nella delusione delle sue aspettative infrante.
Intervista a Ian Sansom
In occasione della sua visita in Italia per il Salone del Libro di Torino, Irlandando ha intervistato per voi uno dei nostri autori preferiti, Ian Sansom, il geniale inventore della saga del Bibliobus di Tundrum, in libreria in questi giorni con il quarto libro della saga, Galeotto fu il libro edito da Tea Libri.
Irlandando: Dopo una breve parentesi in terra inglese le avventure del bibliotecario dalle mille sfortune tornano sul suolo nord irlandese, che lei descrive con tragicomica ironia, mettendone in luce le stranezze e le peculiarità. Tundrum ovviamente è una città inventata ma ci può raccontare da cosa ha tratto ispirazione per descrivere la popolazione nord irlandese e le sue caratteristiche? E cosa la contraddistingue dai cugini irlandesi? E soprattutto, per i nostri amanti d’Irlanda, in quale zona la collocherebbe? Mi sembra di aver letto in qualche sua intervista la contea di Antrim…e se si il motivo di questa scelta.
Sansom: ho inventato Tundrum perché volevo raccontare la vita di un piccolo centro di provincia. Mi hanno sempre affascinato le piccole città, anche in letteratura, come nel caso di Thornton Wilder che ha scritto, appunto, “Piccola città”. È un microcosmo completo, ricco di tutte le sfaccettature, come la città che ho creato: Tundrum si trova effettivamente in Irlanda un pò per caso e un pò perché è il posto dove vivo e dove mi sono familiari i luoghi, gli odori, il suono della lingua.
Grace O’Malley, regina dei pirati
La prima volta che sentii nominare questo nome fu in occasione di un mio viaggio nel Connemara, e di una visita alla fortezza di Aughanure Castle, residenza dei bellicosi O’Flaherty che controllarono la zona per centinaia d’anni.
Per questa figura femminile provai un’istintiva attrazione e curiosità, perfettamente motivate dalla sua storia inusuale e da un carattere decisamente testardo. Uno dei nomignoli attribuitole è quello di Grainne Mhaol, in gaelico “la calva”. Racconta un aneddoto che, per il desiderio di seguire il padre in una spedizione in mare aperto, ella prontamente sacrificò i lunghi capelli che avrebbero potuto esser d’intralcio, e vestì abiti maschili.
La “regina del mare del Connemara”, come oggi è consacrata alla leggenda, trascorse tuttavia i primi anni della sua esistenza in modo tutt’altro che avventuroso: per quanto attratta, già in età adolescenziale, dalla vita del mare (il padre, leader del clan degli O’Malley, era un navigatore, fatto del resto non inusuale a metà ’500, quando il richiamo delle terre d’oltreoceano si fece irresistibile per molte nazioni europee) fu obbligata ad un precoce matrimonio con Donal O’Flaherty, membro e futuro leader di un clan rivale, dal quale ebbe tre figli.
Un viaggio nell’anima con Unessential Dublin
Il desiderio di un luogo nasce irragionevolmente. Autocombustione. Da niente: uno sguardo, il modo di muovere le mani, le incrinature della voce e ti assale imprevista, inspiegabile, l’urgenza di essere in quel mondo, nel mondo di quello sconosciuto. [...] Non s può provocare, questo incendio, e nemmeno spiegare. Come non si può spiegare quello che ti porta a tornare, ancora e ancora, in un luogo che conosci, a ritrovare paesaggi in cui ti sei già immerso [...]. Perchè proprio là, di nuovo, e non altrove? Non si può dire.
Come non ritrovarsi in queste parole? E pensare in un lampo :”E’ proprio così!” e rimanere a bocca aperta realizzando di avere provato e riprovato la stessa sensazione, così vivida da aver marchiato per sempre il nostro ricordo di Dublino.
Sabrina Campolongo nel suo Unessential Dublin (Ed. Historica) ci racconta la sua Dublino, quei frammenti di vita e di luoghi che le hanno fatto amare così tanto la capitale irlandese. Sono piccoli dettagli, scorci rimasti nel cuore, sensazioni inespresse e indescrivibili, volti impressi nella memoria che cambiano per ognuno di noi ma che rinnovano quella sensazione di amore puro per questo luogo cui siamo intimamente legati.
Questo piccolo cahier di viaggio non vuole essere una guida bensì una tavolozza di appunti per incidere sulla carta tutti quei dettagli e quei posti che formano una specie di itinerario dell’anima, che non ripercorre le mete turistiche imperdibili da manuale bensì quegli angoli che sono intimamente personali, che hanno saputo far sbocciare un’emozione autentica.
I vincitori del concorso Irlanda nel cuore 2010
Siamo lieti di annunciarvi i nomi dei vincitori del concorso letterario di Irlanda nel cuore 2010! I tre giurati hanno tenuto conto dell’originalità della narrazione, della correttezza della scrittura e della capacità di privilegiare il rapporto con l’attualità senza soffermarsi sugli abituali luoghi comuni e sugli aspetti mitologici rispetto a tutti gli altri componimenti.
Recensione Caffè Babilonia
Il romanzo di esordio di Marsha Mehran, Caffè Babilonia, Ed.Neri Pozza, è una storia gustosa, divertente, appassionata e a tratti drammatica, che è capace di narrare con sottile delicatezza temi spesso difficili.
L’arrivo delle tre sorelle iraniane con la loro ventata di profumi e sapori esotici sconvolge il tranquillo e molto bigotto villaggio irlandese affacciato sulla Clew Bay e dominato da equilibri immemori come la vetta del Croagh Patrick. Qui il paese si spacca letteralmente in due fra coloro che sanno dischiudere il loro cuore alla dolcezza orientale scovando nel profondo il desiderio di aprirsi al mondo e di scandagliare le proprie passioni più recondite e coloro che invece, schierandosi dietro a una croce e alla sete di potere scelgono un durissimo muro di calunnie e cattiverie.






















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