Italia umiliata dall’Inghilterra al 6 nazioni

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Visitando il museo del rugby di Twickenham prima del match, qualche tifoso azzurro aveva storto il naso osservando che nella sala dedicata alle maglie storiche l’Italia era l’unico paese – tra quelli del Sei Nazioni – a non avere una bacheca tutta per sé. Nel tempio dell’ovale i maestri inglesi ci hanno accomunato ad altre formazioni ‘minori’ come Canada, Spagna, Usa. C’è poco da offendersi.

Dopo questo disastroso, umiliante Inghilterra-Italia (59-13), vale la pena di domandarsi invece se a Twickenham non siano stati addirittura troppo generosi. Perché la squadra scesa in campo con la maglia azzurra non ha fatto nulla per meritare questo palcoscenico magico. Nulla. Le cause sono sempre le stesse: ci manca un gioco d’attacco, una mediana anche di modesto livello internazionale, un tallonatore che sappia battere le rimesse laterali, un giocatore che sappia rompere la linea del vantaggio, un vero leader in campo. Oggi poi è mancato anche il placcaggio, quella difesa che era diventato il nostro punto di forza.

Mallett è inevitabilmente il primo colpevole: perché il disastro tattico – a partire dalla scelta di togliere Burton per mettere Orquera, il peggiore in campo – è tutto e solo colpa sua. Tra due settimane scende il Galles al Flaminio: ma può una del tutto ipotetica vittoria ridare credibilità a questa formazione? O non è il caso di pensare seriamente ad un nuovo allenatore – il francese Jacques Brunel – per preparare dignitosamente i Mondiali di settembre?

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Fonte: RepubblicaSport

Pubblicato il 13 febbraio 2011 in Sport     Argomenti:

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