Celtica 2010, Irlandando ve la racconta
Monti selvaggi, vette innevate, boschi odorosi, volti sorridenti che non negano mai un sorriso, musica inebriante che ti fa muovere le gambe, la serenità che ti avvolge, la voglia di condividere un comune senso di fratellanza e di armonia.
Questo e molto altro è la manifestazione Celtica, che si svolge ogni anno nel bosco del Peuterey nella splendida e nascosta Val Veny, in Val d’Aosta. Per noi di Irlandando era la prima volta, nonostante questo meraviglioso festival celtico sia attivo da ben 14 anni, ed è stato amore a prima vista.
Perchè Celtica è un microcosmo realizzato con passione e dedizione che si legge sui volti di coloro che lavorano duramente per realizzarlo ogni anno in maniera sempre più articolata ma soprattutto si riflette sui volti delle tantissime persone che decidono di “farsi un regalo” e affrontare chilometri di strada e sopportare tanto freddo (nel bosco la sera la temperatura precipita vertiginosamente) per esserci e vivere questi quattro giorni intensi e senza fiato. Qui si arriva solo se veramente interessati, solo se la voglia di vivere un’esperienza unica all’insegna del mondo celtico, sotto diversi punti di vista, è davvero un momento importante da riassaporare ogni anno con rinnovata energia.
Celtica è una manifestazione limpida e cristallina, che ha lasciato fuori facili strumentalizzazioni politiche che vanno così di moda in questo settore e ha allontanato le facili banalizzazioni del mondo celtico per puntare invece sullo spirito, sulle emozioni, sulla qualità dei tantissimi artisti internazionali che qui si esibiscono (come i vibranti Lunasa, gli scatenati Red Hot Chili Pipers o i trascinanti Clanadonia),
sull’originalità degli artigiani che espongono le proprie creazioni nel mercatino celtico, sulla preparazione di coloro che svolgono conferenze e workshop a tema il tutto fuso in un unico sentire che si mescola magicamente con la splendida natura circostante.
La lentezza dei ritmi della giornata, il calore delle persone, la tranquillità del luogo e dello spirito che lasciano lontana la frenesia della vita moderna creano un’atmosfera unica che affascina, rilassa e rimette in contatto con i propri pensieri più profondi.
Forse le fate e i folletti non esisteranno nella realtà ma ascoltare Vincenzo Zitello che fa vibrare l’arpa a oltre 2000 metri di altezza sulle sponde del lago del Miage è pura magia così come vedere tante mamme e papà portare i bimbi a giocare a contatto con l’ambiente e lasciarli sperimentare questa esperienza così “naturale” fa ritrovare speranza sul futuro e sulla possibilità di vivere in maniera diversa e più autentica.
Il terso cielo stellato che spuntava dalle cime del bosco, il percorso a piedi alla luce delle torce, i bimbi vestiti da gnomi che danzavano fra gli alberi, la musica irlandese che vibrava nell’aria, la dolcezza di un aromatico idromele, il calore dei tanti volti incontrati ma soprattutto l’inno celtico suonato e cantato con una passione mai vista prima sul palco con tutti gli artisti presenti rinnovano la sorpresa per questo evento così unico…
Non resta che attendere pazienti Celtica 2011














