Negli abissi dell’animo umano con Le Fanu

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Ci vuole una lunga familiarità con la colpa, per domare completamente la natura e soffocare i segni esteriori dell’inquietudine che sopravvivono a tutto quel che c’è di buono.

Non troverete fantasmi, vampiri o creature dell’oblio. A instillare, pagina dopo pagina, un sottile terrore è semplicemente la natura umana. Quel magma di sensazioni che irretiscono la mente, sconvolgono i sensi e trascinano l’uomo verso la consumazione delle peggiori pulsioni. Non è il soprannaturale a far davvero paura, ma quello che si cela davvero dietro l’apparente innocenza di gesti e intenti: una rete di relazioni adulterine, rivalità, invidia, cupidigia, vizi innominabili, ricatti e manipolazioni che mistificano la realtà e nascondono la più bieca crudeltà. Crimini e misfatti, anche atroci, sono solo la parte finale di una variegata gamma di orrori psicologici.

Le Fanu, ne L’ospite maligno, gioca con il lettore, crea un velo di mistero attorno ai suoi personaggi, costruisce sapientemente una rete complessa e astuta, ammantata di orrore e mistero per confondere, depistare e ammaliare coloro che restano invischiati fra le righe del racconto. Usa i migliori ingredienti del genere gotico, fra allusioni al soprannaturale, paesaggi spettrali, cupe case scricchiolanti per sviare i sospetti di chi legge e allo stesso tempo si beffa della curiosità insita nel lettore: in una perfetta macchina narrativa, lo scrittore dissimula pezzi di verità, impedisce al lettore di conoscere, troncando i dialoghi, nascondendo sul più bello il contenuto di rivelazioni, lettere e confessioni, sottraendo nei momenti topici la possibilità di scoprire la vera natura della storia e il cuore del racconto.

Astuto, esilarante e divertente è invece La stanza al Dragon Volant. Nel racconto Le Fanu inscena un perfetto intreccio giallo, che coinvolge e diverte il lettore che si lascia trasportare dagli eventi di cui capta l’inevitabile finale. Qui è la doppiezzaa a fare da padrona, il vero che si cela dietro veli che confondono e mistificano.  Nulla è come sembra, tutto mente. Dietro ogni azione, luogo e oggetto si nasconde un lato avido e calcolatore. Stavolta l’autore si diverte a svelare e irridere la colta, abbiente e ingenua borghesia, che si lascia abbindolare da leggende e cartomanti, rapita dal mal d’amore, dall’etichetta e dal piacere della bella vita.

Non rimarrete delusi da questo viaggio nei meandri della mente umana. Joseph Sheridan Le Fanu si dimostra, come sempre, un sapiente tessitore di trame oscure e taglienti e L’ospite maligno, La stanza al Dragon Volant, edito da Gargoyle Books, ne è l’ennesima prova!

Pubblicato il 21 gennaio 2010 in Recensioni     Argomenti:

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