Intervista a Patrick Wolf

Incontro Patrick Wolf dopo il rito degli autografi e le foto con i fans che hanno seguito il concerto.
Mentre la sua mastino-manager è occupata a vendere cd e magliette, uno degli organizzatori che evidentemente mi trova molto simpatica, mi dà l’occasione di “appartarmi” con Patrick nel backstage, dove lui, gentilissimo e sorridente, mi fa accomodare su una poltrona e poi trascina la sua sedia per starmi di fronte, vicinissimo.

Devo parlare qui dentro? Abbassa il viso sul registratore. Gli spiego che non è necessario perché ha l’alta risoluzione.

Mr. Wolf è altissimo, le nostre ginocchia si toccano . Ha questa mise dandy, un misto di David Bowie adolescente e Oscar Wilde . Un taglio di capelli apparentemente casuale, ma frutto della più alta ingegneria stilistica. Mani lunghissime, un anello maschile al medio destro, una carnagione bianchissima, lunare . Ciò mi fa felice, c’è qualcuno più pallido di me.

Gli racconto come l’ho “scoperto” guardando casualmente MTV, avevo già sentito Lycantrophy , ma sono rimasta impressionata dal rapporto voce profonda-viso infantile e dal fatto che si era chiuso in questa casupola sulle scogliere della Cornovaglia, e in solitudine aveva partorito questa meraviglia di Wind in the Wires.
Gli dico che ho regalato il cd a tutti i miei amici, che lo hanno trovato stupendo.

Mi fa un sorriso da bambino. Grazie… (in italiano-neanche Schumacher …)

Non oso confessargli che sia io che loro non ascoltiamo altro da allora, che il cd sembra incollato al lettore, impossibile da togliere…Premetto che ho letto di tutto su di lui, negli ultimi tempi, recensioni, interviste, troppe parole, gli dico, un sacco di aggettivi e paragoni.
RG. La tua musica mi piace molto, trovo che parli da sé, va solo ascoltata, non sono qui per scrivere un nuovo aggettivo. Per me la tua è una musica nuovissima e antica. La Cosmogonia. Vorrei chiederti delle cose su di te…

PW. ( Patrick Wolf ha scostato la frangia dagli occhi e ride, mi applaude ) Bene, bellissime le tue parole…Cosmogonia, wow!

RG. Allora inizio con le domande… non sono tante.

PW. (sbircia il mio quaderno, mi sorride ) Sento che sarà divertente…tu sei divertente, carina (sì, e ho quindici anni più di te, accidenti…)

RG. nei tuoi testi appare spesso la frase “essere libero”. Pensi di essere una persona libera?

PW. Sì, è vero, questo dell’inseguire la libertà è un tema ricorrente, perché è un sentimento che mi appartiene. La mia musica nasce dalla voglia di essere libero, di fuggire dalle costrizioni. Trovo che questa epoca in cui viviamo sia piena di contraddizioni, e nonostante ci siano molte comodità ci sono anche tantissime, troppe costrizioni a cui dobbiamo sottostare: le tasse, la carta di credito, il telefonino, la casa, il lavoro, i doveri. Soldi, residenza, carta d’identità, passaporto…forse per essere libero bisogna essere uno zingaro. Penso che questa sia un’epoca in cui l’uomo non è per niente libero. ( ripete “questa epoca” come se ne avesse conosciute altre).

Dire se mi considero una persona libera…beh, abbastanza, faccio quello che mi piace, adesso, giro per il mondo con la mia musica, suono, scrivo… e mi dico, sì, la libertà è anche una condizione mentale, essere soddisfatto della vita che hai.

RG. Ti sei chiuso in quello chalet in Cornovaglia, solo, e hai creato il tuo ultimo album. Appari introspettivo e solitario. Sei andato via di casa quando eri ancora un ragazzino . Per sentirti libero e trovare te stesso hai dovuto tagliare i legami con la famiglia, le “catene del cuore”… E’ così? La solitudine è libertà?

PW. Eh…( sospira ) quando me ne sono andato ed ho iniziato a stare in giro volevo proprio staccare i legami, volevo essere uno zingaro, come ti dicevo prima. Ho passato momenti di rabbia, insofferenza, volevo liberarmi dalle cose che mi erano state imposte e dalle persone che me le avevano imposte. Ma essere libero è davvero un sentimento personale, intimo. L’importante è trovare un equilibrio, credo di averlo trovato , ci sono momenti in cui cerco disperatamente la solitudine, per pensare, scrivere, suonare. Ne ho bisogno, mi serve.
Però sto benissimo anche con gli amici, in compagnia, anche in quei momenti mi sento libero.

Ad un certo punto ho sentito la mancanza di un affetto, dell’amore, della mia famiglia.

Non riesci a sentirti libero quando hai un vuoto dentro. Sei prigioniero di quello che “non hai”, vivi una specie di…ansia, no? Ora sono molto felice perché mi sento libero di chiamare mia mamma e farmi dire che mi vuole bene. E dire la stessa cosa a lei. Adesso che sono in giro a suonare la chiamo anche tre volte al giorno ( fa il gesto della cornetta ) : Mamma, ti voglio bene!” E’ bellissimo.

RG. Dalle interviste si capisce che tu hai le idee molto chiare su te stesso, sulla tua musica, sui tuoi progetti. Su ciò che sei ora e ciò che vuoi essere.

PW. Sì sì è vero ( absolutely , annuisce con forza )

RG. E’ raro in un ragazzo così giovane

(apre le braccia…).

RG. Hai smesso ieri di essere un bambino…

PW. (ride e mi guarda di traverso ) Credi? Mah!

RG. Io trovo che tu abbia la profondità e la saggezza dei bambini, aperti ai fenomeni della Natura, alla sua magia…

PW. (spalanca gli occhi ) Sì? Molto interessante, sì hai ragione… Mmm , vero!

RG. Sì, parli sempre di fantasmi, di spiriti. (annuisce ) Tu hai questa purezza antica…

PW. (Ride, si copre il viso con le mani, mi manda un bacio) Che cosa bellissima !

RG. Allora… che ne sarà di questo ragazzo puro e profondo quando Patrick Wolf diventerà una grande popstar ?

PW. (Ride e scuote la testa, la frangia sugli occhi, si abbraccia) Noooo , no! Non intendo diventare una popstar ! Non mi interessa! Non è per questo che faccio musica, mi interessa poter esprimermi, suonare per la gente, dare gioia, emozioni, sentire emozioni. Poter girare, essere uno zingaro, no, no…niente popstar.

(peccato che, penso io, tempo un anno e sarai famoso quanto e più di David Bowie , e tale resterai nei secoli dei secoli, amen)

RG. A parte la musica, stai scrivendo un libro per bambini, un libro di poesie, collabori alla regia dei tuoi videoclip… Sei interessato alle tante forme dell’Arte, quale ti piace di più?

PW. Al libro per bambini ci tengo tantissimo. L’hai detto tu, fino a ieri ero un bambino… (mi sta bene)

Sì, voglio esplorare diverse forme d’arte. Non so dirti quale preferisco , ora, perché provo ad avvicinarmi a tutte: mi piace la pittura, la fotografia, amo ballare…

(lo interrompo)

RG. tu sai ballare?

PW. Certo! Prendo lezioni di danza, la danza è musica, mi piace molto. E poi…posso fare tutto, voglio fare quello che sento: raccontare una favola ad un amico, dirigere un’orchestra, stare a guardare il mare, stare con chi amo. Tutto è arte, non voglio trascurare niente.

RG. C’è qualcosa che odi, che non sopporti assolutamente?

PW. Odio l’insincerità, le bugie. No, non è che odio le bugie, odio quando qualcuno ti fa la bella faccia, ti dice cose bellissime e poi scopri che è falso.

RG. Ipocrisia…

PW. Sì, ecco, l’ipocrisia .

RG. Adesso ti faccio l’ultima domanda, poi ti lascio, sarai stanco.

PW. No, non ti preoccupare. (sorride e sposta la frangia dagli occhi ) Mi sto divertendo. Fai delle meravigliose domande (è un gentiluomo, of course ).

RG. In questo preciso momento, hai tra le mani uno specchio speciale per guardarti l’anima: cosa vedi?

PW. ( sorrisone) Wow! Ah! Vedo una persona contenta, sì molto felice, di essere qui, di fare musica, sto facendo quello che voglio, quello che sognavo da bambino. Sì, sono felice, sto davvero bene.

RG. Bene, Mr.Wolf , ho finito. Sono contenta di aver potuto parlare con te.

PW. Grazie per le tue domande.

Gli ho portato dei regali: un quaderno con la copertina di pelle comprato a Venezia, un libro fotografico del Verbano , un disegno di mia figlia, la mia favola illustrata, i baci perugina.
Vuole sapere dov’è il Lago Maggiore ( very beautiful place ), se nel sud o nel nord Italia . Gli dico che è a mezz’ora di macchina da Milano.

Si avvicinano anche il batterista che sfoggia un look da gondoliere, ed un collaboratore, ai quali mostra i regali, ma il batterista è interessato ai cioccolatini.

Patrick se li porta al petto:  ” Sono miei , scherza.” – “Allora vuoi farmi morire di fame! – risponde quello.”

Poi vuole che metta la mia firma sul quaderno che gli ho regalato, mi dice che gli piace tantissimo e che gli serviva proprio, lo userà per scrivere ora che è in tournèe.
Poi guarda il mio libro, e mi dice “Ah, ho capito che non sei la solita giornalista, sei una scrittrice” e me lo fa autografare .

Dal momento che non accenna a salutarmi gli chiedo delle sue origini, gli spiego che mi occupo di cultura irlandese e mi mostra la borsa dove sta mettendo i miei regali: ha lo stemma di Cork , da dove proviene la sua famiglia.

Ora è proprio il momento dell’addio, ci facciamo dei gran sorrisi e mi esce spontaneo “Sono proprio contenta di aver trovato qualcuno più bianco di me”, allora Patrick Wolf accosta il suo braccio al mio, è una bella gara…

Mi prende le mani e mi dice “Thankyou – thankyou- thankyou Roxana” , ci scambiamo due baci sulla guancia. Poi mi abbraccia fortissimo, io rido perché lui è altissimo ed io sono in bilico sulle punte, e poi mi dà un altro bacio.

RS: “E’ stato un piacere, Mr. Wolf !”
PW: Leggerò quello che mi hai dato e poi ti scriverò ! Mi grida.

Ci conto…chissà… intanto dall’emozione ho frantumato tra le dita la ricevuta del guardaroba…

Rossana Girotto per Irlandando.it

Pubblicato il 8 aprile 2005 nella categoria Musica, News