Tutto sullo stadio Croke Park

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croke parkDopo la partita per la qualificazione ai mondiali Irlanda-Italia (2-2) di sabato scorso si è risvegliata la curiosità per lo stadio di Dublino, il Croke Park.

Vi segnaliamo questo approfondimento pubblicato da Repubblica.

Benvenuti al Croke Park di Dublino, 125 anni di storia, sport, sangue ma soprattutto mai calcio. Benvenuti al Croke Park, lo stadio che il calcio non lo ha mai amato. Anzi non lo ha mai voluto e probabilmente lo ha odiato. Non tanto perché non piacesse, quanto perché proveniva da una cultura con cui si era in guerra. Tanti, tantissimi anni fa. Anche nello sport si fa fatica a dimenticare. Fino a ieri.

Al Croke Park fino a pochi anni fa gli sport di discendenza inglese – rugby e calcio appunto, ma anche cricket, corse dei cavalli e dei cani, e non sono disclipline dettate a caso, attenzione – erano assolutamente banditi. Il bellissimo prato del Croke Park doveva essere calpestato, per legge, esclusivamente da giocatori di “calcio gaelico”, hurling (una specie di hockey prato) e tutte le discipline previste dalla Gaelic Athletic Association. L’unica vera depositaria della cultura irlandese in fatto di sport. La nazionale di calcio dell’Irlanda, e quindi anche quella di Trapattoni, vi accede solamente da un paio d’anni, lo stesso la nazionale di rugby del “Sei Nazioni”.

L’impianto più bello d’Irlanda, il quarto stadio europeo per capienza fino a qualche tempo fa non aveva nulla a che fare col soccer. Ecco perché in occasione di Irlanda-Italia si entra, stranamente ma maestosamente, in un impianto di gioco grandissimo – questi sport richiedono grandi spazi – e grandi tribune coperte praticamente solo su tre lati. Un’architettura studiata in maniera particolare perché il pubblico non rimanesse troppo lontano dal maestoso campo in erba.

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Pubblicato il 14 ottobre 2009 in Sport     Argomenti:

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