L’Irlanda dice sì al trattato di Lisbona

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E’ stata una valanga di , inattesa anche per i più ottimisti tra i sostenitori del Trattato di Lisbona: chiamata ad esprimersi per la seconda volta sul documento che riforma l’Ue a 27, l’Eire – che nel 2008 aveva bocciato il Trattato – stavolta ha approvato, con un massiccio 67,13% dei consensi. Il No si è fermato al 32,87.

Rispetto allo scorso anno, un clamoroso 20,5% di irlandesi ha cambiato idea. Colpiti dalla recessione, a differenza di 18 mesi fa, i 3,1 milioni di elettori dell’Eire hanno raccolto il messaggio del governo del premier Brian Cowen e dell’ampio fronte che sosteneva il Sì, dai maggiori partiti, alle grandi aziende, alle celebrità: con l’Europa abbiamo un ancoraggio sicuro per uscire dalla crisi, e solo grazie all’Ue non siamo sprofondati in un tracollo economico. Per converso, hanno respinto gli ammonimenti catastrofici agitati dai seguaci del No: perdita della sovranità e della neutralità nazionale, imposizione di politiche fiscali, leggi sull’aborto permissive e persino una fantasiosa riduzione della paga minima oraria a 1,84 euro.

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Pubblicato il 5 ottobre 2009 in Attualità, News    

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