Intervista a Shanna O’Manley parte II
Continua il nostro viaggio nel mondo e nei pensieri della scrittrice Shanna O’Manley, autrice di La leggenda dei cinque ardenti, edito da Armenia.
I: Il genere fantasy, dopo il boom negli anni 80/90 di Marion Zimmer Bradley, ora sta vivendo una nuova stagione di successi, sia con la riscoperta di grandi classici come Tolkien e Lewis sia con nuove leve come Le Guin, Rowling, Linda Buckley-Archer, Trudi Canavan, Cecilia Dart-Thornton…cosa ne pensi di questi autori e cosa apprezzi della loro produzione letteraria?
O: Il ciclo di Earthsea della Le Guin è strepitoso. La Dart-Thornton mi piace, ma talvolta rallenta un po’ troppo la narrazione. Senza dubbio chi ha dato una potente spinta innovativa al genere è G.R.R. Martin, sia per lo stile che per i contenuti eccessivi e un po’ folli. Ogni anno aspettiamo tutti con ansia un nuovo capitolo delle Cronache! Di recente ho letto con gusto S. Lynch e P. Rothfuss, due autori giovani che hanno avuto egli ottimi esordi.
I: Nonostante autori di grande successo il fantasy è ancora snobbato dai critici e considerato un genere di second’ordine…come mai a tuo giudizio?
O: Perché è un genere in cui è facile indulgere nel banale, nello stereotipo e nelle descrizioni di personaggi o bestie strane del tutto fini a se stesse, e che quindi ha dato spesso risultati molto mediocri. Però si è evoluto e continua a crescere, dissipando anche certi pregiudizi sulla qualità. In fondo c’è una linea fantastica che percorre la nostra meravigliosa letteratura, basta pensare alla Commedia dantesca, all’Orlando furioso o, nel novecento, a Landolfi, a Buzzati e a Calvino. Non si può credere che sia il genere a determinare la qualità del risultato finale e che la presenza di un drago infici la validità di un racconto.
I: Però hanno ottima presa sul pubblico dei lettori e degli amanti del cinema … un rinnovato bisogno di fantasia, un desiderio sempre più moderno di abbandonare il grigiore della vita quotidiana e fuggire in mondi dove tutto è possibile? Un nuovo antidoto alle sofferenze moderne? O semplicemente un placebo?
O: Può darsi che per qualcuno sia un antidoto o un placebo. Spesso si parla di letteratura d’evasione e su questo Tolkien stesso, in Albero e foglia, si è espresso ampiamente chiedendosi anche: “perché un uomo dovrebbe essere disprezzato se, trovandosi in carcere, cerca di uscire e di tornare a casa? Oppure, se non lo può fare, se pensa e parla di argomenti diversi che non siano carcerieri e mura di prigione?” . Comunque penso che nella maggioranza delle persone risponda ad un bisogno ancora più profondo e che si può spiegare appoggiandosi alle teorie di J.V.Propp. Per questo studioso le fiabe sono venute a sostituire i cruenti rituali d’iniziazione che venivano praticati nelle tribù primitive. Vivere una storia spesso violenta e dolorosa assieme al protagonista della fiaba, del libro o anche del film aiuta a superare paure e timori cui non è facile dare un nome, e questo ad ogni età. Infatti non sono solo i bambini e gli adolescenti ad appassionarsi al genere, anzi, spesso certi libri fantasy (ad es. quelli di Martin) sono diretti esclusivamente ad un pubblico adulto.
I: Del genere sul grande schermo cosa ne pensi? Il riadattamento di Tolkien? Il caso Harry Potter? Un film fantasy da avere per forza nel propria videoteca consigliato da te…
O: Ho ammirato la fedeltà e il rispetto, nei limiti cinematografici, con cui il regista si è approcciato a Il signore degli anelli. Ho visto più volte tutti e tre i film, divertendomi molto. Quello che più mi ha stupito è che riconoscevo i personaggi che comparivano sullo schermo prima ancora che si presentassero con nome e cognome, (mi trovavo a dire: “oh, ecco Legolas!”), segno che lo scrittore ha dato una caratterizzazione intensa ai suoi personaggi! Per quanto riguarda il fenomeno Henry Potter, non sono riuscita ad apprezzarlo, ho concluso a mala pena il primo libro e i due film che ho visto mi sono sembrati un guazzabuglio sconclusionato di mitologia, magia, alchimia… C’è un vecchio film dell’85 che adoro: Ladyhawke.
I: E ora un paio di domande di rito…l’ultimo libro letto? Il migliore,a tuo giudizio, del 2008?
O: Ho finito adesso L’amore ai tempi del colera di G.G. Marquez, e l’ho trovato splendido. Credo che il migliore del 2008 sia stato L’eleganza del riccio, è raro veder pubblicati romanzi di un simile livello!
I: La tua best list letteraria?
O: Ci sono quattro scrittrici straniere che non mi stanco mai di leggere: J.Austen, A.Nin, V.Wolf e J.Winterson.
I:Un’ultima domanda: conosci Irlandando.it?
O: Non conoscevo il vostro sito ed è stata davvero una piacevole ed utile scoperta!
I:Ti ringraziamo per la disponibilità e per la chiacchierata che ci hai concesso…vuoi salutare i nostri lettori?
O: Certamente, un affettuoso saluto a tutti ed un grazie ad Irlandando per l’ospitalità. E se qualcuno fosse interessato il pomeriggio del 24 di aprile sono a presentare il mio libro alla Biblioteca comunale di Pratolino, Firenze.
Per eventuali contatti potete scrivermi: shannaomanley@libero.it





















Vuoi collaborare con Irlandando.it?
Interessante intervista!!!!!!!