Quarant’anni fa il massacro del Bloody Sunday
Il 30 gennaio del 1972 avvenne uno degli episodi più feroci della guerra intestina fra gli irlandesi cattolici occupati dagli inglesi ed il governo di Londra. Era una domenica e da qui il nome con cui è passato alla storia “Bloody Sunday” la domenica di sangue.
A Derry, la seconda città del nord, che gli inglesi chiamavano Londonderry dal 1600, si stava svolgendo una manifestazione pacifica per rivendicare i diritti civili della popolazione cattolica sottoposta all’occupazione degli inglesi protestanti. All’improvviso un gruppo di paracadutisti dell’esercito inglese aprì il fuoco sulla folla inerme. Fu un massacro : 14 morti e 12 feriti gravi, più altre decine di persone colpite in modo meno grave.
L’episodio ebbe immediatamente molta risonanza e scatenò reazioni in tutto il mondo perché apparve subito chiaro che era stata attaccata gente senza armi, pacifica e che dopo i primi colpi stava cercando di portare in salvo i feriti. Per anni il governo inglese rese nota una versione dei fatti che giustificava l’attacco dei suoi parà ma nel 2010, il rapporto di Lord Saville di Newdigate ha fatto finalmente giustizia di quanto accaduto quaranta anni fa ed ha ufficialmente chiesto scusa ai familiari delle vittime di quella giornata di sangue.
Ieri a Derry sono scesi in piazza più di tremila persone, di nuovo, come ogni anno, per chiedere ad una sola voce quella giustizia che ancora è negata alle vittime della Bloody Sunday.





















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