L’ultimo settembre
Vi segnaliamo la riedizione de L’ultimo settembre, capolavoro della scrittrice irlandese Elizabeth Bowen a cura di Neri Pozza: il romanzo ritorna a far parlare di sé per eleganza e trama, intrecciate nell’ambito dell’aristocrazia anglo-irlandese degli anni ’20 e della sua decadenza, raccontate attraverso la descrizione della scettica attitudine al cambiamento in atto della famiglia Naylor.
I giovani nipoti dei Naylor, Lois e Laurence, si prodigano nel tentativo di vivere la loro esistenza libera dagli antichi retaggi che la loro famiglia vanamente si ostina a difendere, dipingendo così la tensione tra l’amore e il desiderio di libertà, fra la tradizione e la prospettiva terrorizzante dell’indipendenza sia politica che spirituale. Teatro degli eventi, la grande dimora patrizia di Danielstown, Irlanda, Contea di Cork, al tempo dell’efferato conflitto tra l’Ira, l’esercito repubblicano irlandese, e i Black and Tans inglesi.
La storia della disgregazione dell’aristocrazia anglo-irlandese dell’epoca che pare ormai aver perduto la propria identità in un mondo che cambia, vista attraverso l’occhio pigro delle occupazioni quotidiane di una classe che non sa che farsene del tempo, che lo occupa senza nulla fare, incurante, mentre le strade della Contea vengono insanguinate dalla guerra. Nel 1999 la regista Deborah Warner, al suo primo lungometraggio, consegna alle sale una trasposizione cinematografica del romanzo, in una pellicola interpretata, fra gli altri, da Jane Birkin e Maggie Smith nei panni di Lady Myra Naylor. Il film è uscito nel 2001 anche in Italia.






















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