Da Dublino agli States in This must be the place
Vi consigliamo caldamente questo film capolavoro di Paolo Sorrentino, This must be the place, la storia di Cheyenne, ebreo, cinquantenne, ex rock star di musica goth, rossetto rosso e cerone bianco, conduce una vita più che benestante in una Dublino grigia, sonnolente, placida, un pò malinconica che si riconosce dalle case georgiane del centro, dalla sabbiosa baia e dal nuovo stadio della capitale, l’Aviva Stadium, che si staglia dietro le ordinate casette di mattoni come un immensa navicella spaziale.
La morte del padre, con il quale aveva da tempo interrotto i rapporti, lo riporta a New York. Qui, attraverso la lettura di alcuni diari, mette a fuoco la vita del padre negli ultimi trent’anni. Anni dedicati a cercare ossessivamente un criminale nazista rifugiatosi negli Stati Uniti. Accompagnato da un’inesorabile lentezza e da nessuna dote da investigatore, Cheyenne decide, contro ogni logica, di proseguire le ricerche del padre e, dunque, di mettersi alla ricerca, attraverso gli Stati Uniti, di un novantenne tedesco probabilmente morto di vecchiaia.





















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