Parte dall’Irlanda una nuova filosofia di città

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La riflessione di partenza è «se quarant’anni di movimenti ecologici non ci hanno portato a salvaguardare il pianeta, perché non proviamo a ripartire da un foglio bianco e ci reinventiamo un modo di vivere?».

Il punto di arrivo, semplificando, sono città e paesi indipendenti dal petrolio e dai suo derivati, che vivano salvaguardando l’ambiente e cercando di recuperare il senso critico e la collaborazione tra abitanti che vivono vicini. Tempo previsto, 15-20 anni. In mezzo – solo per fare qualche esempio – i gruppi di acquisto solidale, i pannelli solari, gli orti condivisi, le banche del tempo, i condomini solidali o anche solo semplici gesti di scambio tra dirimpettai.

Il concetto di Transizione matura dal lavoro di Rob Hopkins (esperto di pratiche agricole sostenibili) e degli studenti del Kinsale Further Education College, culminato nel saggio Energy Descent Action Plan. E se l’approccio a energia, salute, istruzione, economia e agricoltura, è multidisciplinare ed espresso sotto forma di road map, Louise Rooney, uno degli studenti di Hopkins, decide di metterlo in pratica e lo propone al consiglio cittadino di Kinsale Town, in Irlanda. Idee economiche e picchi del petrolio a parte, alla base del movimento ci sta anche il concetto di resilienza, ossia la capacità di un ecosistema di autoripararsi dopo un danno utilizzando strumenti già esistenti. Il tutto facendo sì che i suoi componenti riprendano fiducia l’uno nell’altro, a partire dalla strada e dal quartiere in cui vivono. Nessuno è escluso, nessuno comanda. Sembrava impossibile ma il piano di Rooney convinse tutti, venne adottato e oggi la città lavora alla propria indipendenza energetica.

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Fonte: Corriere.it 

Pubblicato il 19 agosto 2011 in Attualità     Argomenti:
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Un commento

  1. Laura il

    sempre detto che io sono Irish inside!

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